Capo saldo dell’agricoltura pugliese, simbolo della vegetazione mediterranea, l’olivo sta vivendo negli ultimi anni una vera e propria rivoluzione circa le tecniche colturali.
In campo agronomico, l’olivo è infatti definito come una coltivazione secca. Questo sta ad indicare che per sua natura, l’olivo predilige ambienti aridi (è detto infatti “arido resistente”) e l’irrigazione viene riservata solo per sopperire all’esigenza di ottenere una coltivazione più intensiva.

Tuttavia negli ultimi anni si sta assistendo ad un’inversione di marcia su questo tema, e sempre di più si sta palesando l’importanza di applicare una adeguata strategia di irrigazione per queste colture tipiche della nostra terra.
L’irrigazione degli oliveti presenta notevoli vantaggi a livello di incremento della produttività, viene infatti spesso riservata solo per regimi di coltivazione intensiva e quindi per raggiungere determinati standard produttivi. Ma non solo, un corretto apporto idrico presenta notevoli vantaggi, ad esempio per piante giovani ne sostiene ed incrementa l’accrescimento e ne anticipa la fase produttiva. Inoltre si è più volte riscontrato come proprio la carenza idrica sia il fattore limitante della produzione.
Inoltre, la crescente attenzione per la difesa di queste colture da minacce quali la Xylella, ha portato in luce quanto sia importante l’applicazione di metodologie agronomiche mirate e accuratamente sviluppate. Una corretta gestione del suolo infatti se da una parte coadiuva il raggiungimento di certi standard di sostenibilità ambientale, dall’altro garantisce un controllo continuo della coltura e l’elaborazione di strategie agricole mirate a preservarne lo stato. Proprio in questa ottica, si innesta l’importanza di una buona pianificazione irrigua anche nelle strategie di difesa dell’olivo dai patogeni. Pertanto, riprendendo quanto detto dal Prof. CristosXiloyannis a proposito del problema Xylella,

“La ricerca ha dimostrato che piante abbandonate, non irrigate e non concimate, sono molto più sensibili agli attacchi dei patogeni.”
La resistenza degli olivicoltori all’irrigazione dell’olivo è dovuta alle implicazioni economiche derivanti dall’installazione e utilizzo di un impianto irriguo adeguato(spese di impianto, gestione, manutenzione rispetto a colture asciutte) nonché alla difficile interpretazione delle esigenze idriche dell’olivo e al delicato calcolo dei volumi da somministrare.Questo ha generato negli anni una certa diffidenza nei confronti dell’attuazioni di strategie irrigue per l’olivo.
Tuttavia i grandi miglioramenti riscontrati negli standard produttivi degli ultimi anni per colture irrigate nonché la prospettiva di preservarne lo stato fitosanitario e le nuove tecnologie nate in questo campo, hanno generato un nuovo interesse negli olivicoltori verso le pratiche di pianificazione e gestione irrigua.
Lo sa bene Michele Martucci, presidente del gruppo sansa dell’ASSITOL (Associazione Italiana Industria Olearia) e proprietario l’azienda agricola Martucci (Ostuni) che ha scelto Bluleaf® proprio per questa tipologia di culture, cavalcando la tendenza degli ultimi anni di adottare questo tipo di tecnologie per le coltivazioni olivicole.
La tecnologia Bluleaf® è infatti in grado di garantire un continuo monitoraggio dello stato colturale e pertanto di interpretare correttamente e in maniera tempestiva le esigenze idriche dell’oliveto nonché eventuali stati di stress e attacchi di patogeni. Inoltre grazie alla comoda APP (disponibile per IOS e Android), si è sempre in grado di visionare lo stato della coltura e di intervenire in tempo reale azionando le elettrovalvole in campo. In questo senso Bluleaf®, riesce a risolvere tutti gli svantaggi di costi e tempi di gestione che per anni hanno pregiudicato l’uso di queste tecniche per l’olivo con grande attenzione per l’ambiente e per l’uso corretto dell’acqua.