In occasione della partecipazione alla “2nd Agricultural and Climate Change Conference” parliamo del difficile rapporto tra cambiamenti climatici e agricoltura.

Si è conclusa oggi, 28 Marzo 2017, la “2nd Agricultural and Climate Change Conference“, durante la quale il nostro team ha presentato il poster  “A model-based decision support system integrated with smart sensors to support deficit irrigation strategies for tomato crop in Mediterranean environments” a cura di M.M.Giuliani (SAFE, Università di Foggia), V.Buono (Sysman), G.Gatta (SAFE, Università di Foggia), E.E.Riezzo (Sysman), E.Nardella (SAFE, Università di Foggia), N. Prencipe (Syngenta Italy Inc), G. Manes (Netsens srl).

Il rapporto tra cambiamenti climatici e agricoltura è da sempre al centro del dibattito di settore: come possiamo assicurare un approvvigionamento equo delle risorse alimentari in un’era di cambiamenti climatici?

Durante l’era della “Green Revolution“, abbiamo assistito ad un aumento  del rendimento delle colture in tutto il mondo, accompagnato da un aumento della resistenza alle malattie delle stesse attraverso l’uso di maggiori volumi di acqua per l’irrigazione e prodotti agrochimici (concimi inorganici e pesticidi utilizzati per migliorare il tenore quantitativo della produzione). Tuttavia ci riferiamo ad un periodo di relativa “stabilità climatica“, condizione che è andata via via perdendosi, aumentando l’instabilità e l’imprevedibilità del clima.

Ci troviamo oggi ad affrontare un periodo non solo di instabilità climatica ma anche di scarsità di risorse (come appunto quella dell’acqua) e riduzione della fertilità del suolo in molte regioni del mondo. Pertanto, come recita anche l’introduzione all’evento “sono disperatamente necessari nuovi approcci colturali capaci di creare colture resilienti“.

Cosa significa colture resilienti?

La resilienza è definita come la capacità di un sistema di assorbire l’impatto del cambiamento, adattandosi, senza sconvolgere il proprio equilibrio. In un’epoca in cui i cambiamenti climatici sono una realtà e l’incertezza degli effetti di questi sulle colture è imprevedibile, serve provocare una rivoluzione interna dei metodi di produzione, per creare colture che abbiano insita la capacità di adattamento e mitigazione dei fattori di stress, a lungo termine. Questa rivoluzione, pertanto non riguarda soltanto le colture, ma anche le tecniche produttive, i processi, in generale il modo stesso che abbiamo di approcciarci all’agricoltura.

Bluleaf® e le tecnologie al servizio della mitigazione dell’effetto dei cambiamenti climatici

Durante la poster session è stato presentato il poster “A model-based decision support system integrated with smart sensors to support deficit irrigation strategies for tomato crop in Mediterranean environments” a cura di M.Giuliani (SAFE, Università di Foggia), V.Buono (Sysman), G.Gatta (SAFE, Università di Foggia), E.Riezzo (Sysman), E.Nardella (SAFE, Università di Foggia), N. Prencipe (Syngenta Italy Inc), G. Manes (Netsens srl). Si è voluto, cioè presentare Blulefa quale parte delle tecnologie a disposizione ad oggi, che possono contribuire alla mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici sulle colture. Bluleaf®, quale DSS (Decision Support System) è stato testato per l’occasione su colture a base di pomodoro, con l’intento di dimostrare come software come questo possano essere l’arma vincente in mano ad agricoltori ed agronomi, non solo per ottimizzare il monitoraggio dello stato delle colture, ma anche per poter prontamente intervenire in caso di incontrollate situazioni di stress o (come nel caso del pomodoro) provocarle e controllarle, per ottenere una resa colturale maggiore.

L’obiettivo è ancora lontano, ma fintanto che il dibattito sui cambiamenti climatici e sul loro impatto sull’agricoltura mondiale sarà ancora attivo, possiamo sperare in un futuro sempre più Green.

 

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